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Siamo a Baja Sardinia, una delle più famose località turistiche sarde. Qui, in cima alla collina verso Poltu Quatu un osservatore veglia silenzioso da oltre un secolo: la Batteria M333 Punta Battistone.

Al termine dell’ultima strada che conduce al depuratore e a qualche villa riservata, fu parte delle fortificazioni costruite per presidiare le strategiche Bocche di Bonifacio, come la Fortezza di Capo d’Orso. Oggi invece delle corazzate lascia ammirare le strane costruzioni nella sottostante isola dei Cappuccini: i famosi gusci di Dante Bini, l’architetto delle bocce già attivo in Gallura.

Caserme, camminamenti, tunnel, 5 postazioni da 102/35, tutto integrato nel paesaggio, invisibile dalla costa e dal cielo, rivestito in pietra locale. Necessità belliche che avrebbero molto da insegnare all’edilizia contemporanea. Lo stato di conversazione è nella media, ma quello che stupisce è la relativa assenza di vandalismo. I muri non parlano di artistoidi, gioiosi gridi infantili e scampagnate, ma gridano ancora D’ACCIAIO I CUORI COME I CANNONI.

Dopo la cessione dal demanio militare avvenuta il 14 settembre 1999 e arrivando poi nella disponibilità della Regione, la Batteria ha seguito il destino delle sempre invocate dismissioni pubbliche: l’abbandono. E l’altrettanto invocata valorizzazione, nuova divinità locale, attende la congiunzione astrale di volontà, fondi e autorizzazioni varie.

Dove si trova: Punta Battistone, Arzachena. Google Maps

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