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Ex Aurora di Siniscola, luogo post-apocalittico con un blocco di marmo che non verrà mai sollevato

Fabbrica abbandonata Aurora di Siniscola
Fabbrica abbandonata Aurora di Siniscola.
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Per quanto possa sembrare incredibile un tempo anche la Sardegna ospitava grandi e imponenti fabbriche. Immensi capannoni capaci di togliere il fiato, enormi depositi, potenti macchinari guidati da centinaia di operai alacremente al lavoro per produrre e vendere qualcosa di cui la gente avesse bisogno.

Tutto questo era la Fabbrica Inerti Aurora Marmi e Graniti di Siniscola, che trovandosi sopra la superstrada a quattro corsie Strada Statale 131 D.C.N. (Diramazione Centrale Nuorese), tutti abbiamo inconsapevolmente attraversato. Ma quasi nessuno ci è entrato, essendo l’ingresso lungo l’altra gloriosa strada che corre parallela, la stupenda e suggestiva Strada Statale 125 Orientale Sarda.

Questa fabbrica, nata nel 1965-66, fino agli anni ‘80 ha dato forma a tanti sogni piccolo borghesi: il calcare rosa dei monti veniva trasformato in oggetti di ogni sorta, dai caminetti alle fontanelle, dai battiscopa alla mattonelle. Interi quartieri sono stati pavimentati con la graniglia rosa dei monti sardi, masse di granito sono state strappate alle montagne per abbellire case e strade.

Ma la tecnologia avanza inesorabile, i costi dell’energia e dei trasporti pure, e l’Aurora arrivò così al suo tramonto. Il materiale abbandonato basterebbe forse per costruire un nuovo condominio, ma nessuno lo bollerà e consegnerà più. Non resta più niente, se non un’angosciante sensazione di vuoto, silenzio e profonda solitudine, che in Sardegna del resto non scarseggia. Colpisce la gigantesca gru, ormai ridotta a un contorto ammasso di ferri arrugginiti. Il suo gancio regge ancora un grosso blocco di granito, come se fosse stata colta di sorpresa dal disuso: un attimo che congela per sempre l’ultimo gesto degli operai-artisti. Il grosso blocco è ancora lì: ancora da sollevare.

Questa enorme distesa di sette ettari di eternit, che scoraggia qualsiasi visita più lunga di qualche ora, adesso è la casa di un pastore e delle sue pecore, diventando forse il più grande ovile del mondo.

Dove si trova: lungo la s.s. 125, nei pressi di Siniscola. Google Maps

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