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Un’inquietante e misteriosa cittadella militare abbandonata costruita per difendere la Sardegna da un’invasione francese

DSC_4379Fra le tante strutture militari che costellano la Sardegna la fortezza di Baragge è senza dubbio la più misteriosa e inquietante. La storia di questo imponente bastione è indissolubilmente legata alla fondazione di Palau e alla batteria di Capo d’Orso, con cui condivideva l’origine e ricopriva il ruolo di difesa da un’ipotetica invasione dell’isola da parte di truppe straniere, specie francesi. Una minaccia che oggi può far sorridere suggerendo paranoie fantageopolitiche, ma che nei turbolenti XVIII e XIX secolo era presa in serissima considerazione dagli impettiti strateghi del Regio Esercito. Mentre Capo d’Orso avrebbe dovuto fronteggiare gli assalti marittimi, il compito di Baragge era la difesa da incursioni provenienti dall’entroterra.

I resoconti militari dell’epoca testimoniano quanto Baragge fosse ben difesa e attrezzata: costruita nel 1893, poteva contare su 180 uomini di stanza, una trentina di pezzi d’artiglieria pesante, casermette, depositi di munizioni, magazzini e persino prigioni. Tuttavia, ebbe una breve vita che anche qui si è dovuta arrendere al progresso: solo pochi decenni dopo la sua nascita divenne infatti amaramente evidente che qualsiasi velivolo da poco introdotto avrebbe potuto individuare e attaccare la fortezza da alte quote.

Nell’intervallo tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, venendo meno le possibilità di un’invasione di terra e rendendosi necessario un maggiore supporto difensivo alla base navale di La Maddalena, Baragge venne progressivamente dismessa e sostituita da una rete frammentata e capillare di batterie d’artiglieria costiera di piccole dimensioni e meglio mimetizzate dall’alto. Durante l’ultimo conflitto ebbe un ruolo marginale di copertura antiaerea.

Da terra comunque Baragge sembra non esistere: ben integrata sulla sommità dell’omonima collina, la fortezza risulta invisibile anche a un occhio attento. Gli unici segni della sua presenza sono un grosso cancello e una sparuta recinzione di filo spinato in gran parte corrosa dalla ruggine. Il suo nome è persino indicato da un cartello stradale che sembra condurre da nessuna parte, se non a un punto panoramico.

Panorama Baragge

Ma è sufficiente inerpicarsi sul terrapieno che la circonda per vederla apparire nella sua complessità: un’estesa e spettrale cittadella militare in rovina, delimitata da un profondo fossato e dal cui nucleo centrale spuntano cupole, camminamenti, passerelle, gallerie, alberi, rovi, edifici diroccati e le immancabili gabbie di Faraday deformate.

Esplorare i suoi resti e soprattutto la vasta e labirintica rete di cunicoli sotterranei trasmette una sensazione di inquietudine e irrazionale pericolo, complice forse l’assoluto silenzio e l’oscurità serale che avanza. Questo frammento di Ottocento giunto fino a noi quasi intatto sarà anche cronologicamente vicino, ma sembra in realtà provenire da un’epoca e da una civiltà remotissime e sconosciute: un’irreale montagna della follia, un incubo grigio a due passi da un azzurro mare da sogno.

Dove si trova: lungo la SP121, sulle colline sovrastanti Palau. Google Maps

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