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Palazzina Castoldi, Marceddì

Ci troviamo in quella suggestiva zona dell’altura di Marceddìdi fronte alle peschiere di San Giovanni. Qui, in mezzo al verde, spunta lo scheletro di un grosso edifici, conosciuto come Palazzina Castoldi, dal nome della vecchia famiglia proprietaria. L’edificio risale ai primi del ‘900 e si trova in una condizione di degrado a quanto pare già segnalata in un documento dei primi anni ’50. Costruito con la pietra locale, l’edificio ha subito numerosi crolli che ne mettono in pericolo la stabilità. Non vi è più traccia delle scale e dei soffitti e dall’interno si può guardare in alto e vedere il cielo.

La proprietà della Palazzina era del concessionario delle peschiere Giovanni Antonio Castoldi che le gestiva con un sistema di organizzazione feudale infranto, dopo anni di lotte, nella seconda metà del novecento, dai pescatori locali. Il palazzo era occupato dal sub concessionario che aveva la gestione delle peschiere. La pesca nella laguna aveva subito i vincoli posti dal feudatario, il conte Castoldi e i suoi eredi, come detto possessori unici dei diritti di pesca, che continuarono ad esercitare tale diritto proprio fino al 1963, quando una sentenza del tribunale concesse l’autonomia, e il conseguente usufrutto, ai pescatori.

Gli stagni vennero così assegnati al Consorzio Nazionale Pesca che però non si preoccupò della loro tutela, favorendo al contrario un impoverimento della laguna. Dopo decise proteste da parte dei pescatori, una nuova sentenza del tribunale autorizzò i pescatori a gestire direttamente e liberamente il compendio.

L’area di san Giovanni, Marceddì e Corru S’Ittiri sono gestiste dal Consorzio pesca di Terralba. Per quanto può sembrare strano, la palazzina è attualmente in vendita.

Dove si trova: in zona Marceddì, nei pressi della SP69. Google Maps.

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