CONDIVIDI

Una strana villa che sembra un castello, in cima all’isola de La Maddalena. Apparteneva a un ricco inglese, ma qui nel 1943 fu nascosto il prigioniero Benito Mussolini.

Villa Webber, La Maddalena
Villa Webber, La Maddalena
VAI ALLA GALLERY

C’è chi definì il fascismo un regime da operetta. Un paragone assolutamente ingiusto e irriverente: l’operetta è stata uno dei più grandi generi musicali e teatrali degli ultimi secoli, nel quale anche l’Italia ha avuto le sue eccellenze come il napoletano Carlo Lombardo, autore di Cin Cin La e Scugnizza. Ma prendendo per buono questo paragone, non c’è dubbio che villa Webber fu una delle scenografie adatte al penultimo atto della dittatura di Mussolini.

A vederla oggi si ha l’impressione di trovarsi di fronte a qualcosa di falso, come se dietro non ci sia nulla, solo un’improbabile facciata di cartapesta. Ma dopo aver attraversato il bellissimo parco di pini in cui è immersa, dopo aver superato i diversi muri perimetrali che la circondano e aver varcato la porta d’ingresso, si capisce che non ci si trova sul palco di un’operetta: villa Webber esiste davvero. Ed esiste da più di un secolo.

Costruita a fine 800 a La Maddalena, su un promontorio in località Padule, deve il nome al suo primo proprietario, l’inglese James Phillipps Webber. Un personaggio misterioso che fece costruire la villa in un raffinato e oggi un po’ improbabile stile moresco-italiano. Webber visse a La Maddalena per 25 anni, fino alla sua morte. Di lui si disse un po’ di tutto, anche che fosse una spia al servizio di sua maestà la regina. Di certo sappiamo che era un ricco commerciante, amante dell’arte e della cultura, che non si sposò e che morì a Pisa, mentre era in viaggio, all’età di 80 anni. All’interno della villa si trovavano mobili e soprammobili preziosi, dipinti d’autore e una grande collezione di libri (che, si dice, Webber spolverava di persona, non fidandosi dei domestici) e altre antichità che il proprietario mostrava orgoglioso ai suoi ospiti.

La villa fu abitata fino al 1928, poi parte degli arredi furono messi all’asta, finché nel 1943, nel pieno della Seconda Guerra, venne requisita dallo Stato Regio Italiano. Perché? Per diventare provvisoriamente una prigione per uno dei protagonisti di quella terribile guerra. E’ proprio qui infatti che l’autoproclamatosi Duce Benito Mussolini venne nascosto dal 7 al 27 agosto 1943 (pare nelle due belle stanze a levante, con splendida vista mare) prima di essere trasferito sul Gran Sasso, dove tenterà di suicidarsi tagliandosi le vene, per poi essere liberato dai tedeschi. Ma questa è un’altra storia.

villawebber2
Scale, villa Webber

La storia della villa prosegue anche dopo la permanenza di Mussolini. Una volta abbandonata dalle milizie italiane e dagli 80 carabinieri che circondavano il parco, la villa inizia il suo declino: viene rubato tutto ciò che si può rubare, fino ad essere svuotata. E’ probabile che successivamente sia stata usata per altri scopi, ma l’impressione è che venga lasciata andare a un lento e inesorabile oblio.

Oggi le grandi stanze vuote, gli splendidi pavimenti e i soffitti affrescati, riescono a trasmettere solo una vaga idea del passato splendore. Intorno alla villa si trovano i ruderi di altre costruzioni, probabilmente le abitazioni della servitù, magazzini e stalle.

Sui muri poche scritte, quasi nessuna recente, come se il mondo a villa Webber si fosse fermato qualche decennio fa. Eppure quelle pareti hanno sicuramente corso un rischio: quello di diventare testimoni di un pellegrinaggio di nostalgici del fascismo. Cosa che – se si esclude un solo simbolo neofascista, comunque in compagnia di altri simboli più o meno politici – a quanto pare non è successa, o almeno non ne hanno lasciato traccia.

Tracce che invece hanno lasciato i cinghiali, gli unici oggi a frequentare la villa assieme ai bellissimi gatti della vicina colonia felina e ai maddalenini che hanno voglia di fare una passeggiata in uno degli angoli più suggestivi e meno conosciuti della loro isola.

DOVE SI TROVA: a La Maddalena, in località Padule. Precisiamo che si trova in un terreno privato e l’accesso è vietato. Google Maps.

Ecco la villa in una foto d’epoca, probabilmente una sorta di cartolina commemorativa:

cartolina-villawebber

Foto