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Andare in guerra nudi è sempre stata una pessima idea

Siamo nella periferia sud-occidentale di Oschiri, ridente cittadina della Provincia di Sassari. A poca distanza le sponde del Coghinas, sacre agli abbandoni, ci ricordano la nostra missione. Qui siamo accolti dal caratteristico insieme di villette, non-finito sardo, cani randagi, divieti decaduti e vasche idromassaggio.

Quello che stiamo visitando è il tipico abbandono militare: strutture di cui è costellata la Sardegna, e che per alcuni non sono mai abbastanza, miraggi di inesistenti recuperi e riconversioni. Oschiri non fa eccezione col suo Quattordicesimo Centro Confezioni e Recuperi dell’Esercito Italiano.

Noto anche come Su Recuperu, dalla Seconda Guerra Mondiale ospitò centinaia di dipendenti militari e civili addetti alla realizzazione di calzature, divise e abbigliamento militare in genere. Un insediamento produttivo complesso e autonomo, suddiviso fra calzoleria, sartoria, officina, falegnameria, mensa, magazzini e scuderia. Praevidet ac providet [Prevedi e provvedi] recita una cadente scritta latina su uno degli edifici.

Tutto questo fino agli anni settanta, quando fu abbandonato dopo il pensionamento dell’ultimo custode. Venne poi dismesso alla Regione e nel 2009 passato al Comune per la simbolica cifra di 51€. E ora così giace, ospitando di tanto in tanto qualche pellegrino scalzo e mal vestito.

Dove si trova: fra via Flumendosa (sic), via Umberto I e Via Po (sic) a Oschiri (SS). Google Maps.

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