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Quando anche i sogni sono abbandonati.

C’è un abbandono sardo che tutti conoscono. C’è un abbandono che tutti vogliono recuperare: studenti, startupper, Comune, Regione, fondazioni, artisti, associazioni. C’è un abbandono che si è fatto grande fra reportage e progetti di ogni sorta, per continuare a decadere come prima, tranne qualche graffito in più sulle pareti.

Stiamo parlando dell’ex-Cotonificio Sardo (CO.SAR) di Alghero: un intero isolato di circa 4000 m² nel centro della città, fra villette e condomini nel popolare quartiere di Sant’Agostino.

Costruito fra il 1954 e il 1957, fallito dopo solo dieci anni nel 1967, trasformatosi in carpenteria nel 1972 e rifallito come tale nel 1995. Da allora solo qualche stanza è occupata da baracelli e Protezione Civile, presenza quantomeno opportuna in questo contesto di disagio e difficoltà. Ma la restante parte permane pervicacemente dismessa, con grave sgomento e cruccio collettivo.

E allora ecco farsi avanti i reportage architettonici, le start-up culturali del bando Culturability per la nuova Fabbrica della Creatività, il museo di Urban Street Art locale MUSAS, l’opzione nucleare di Legambiente per raderlo al suolo e infine il mezzo milione di euro del bando comunale per un centro sociale multifunzionale. Quest’ultimo tiene ancora banco e vi invitiamo a seguire quotidianamente lo stato della procedura fra gli undici progetti presentati.

Quantomeno tutti questi sogni abbandonati fanno ben sperare che nessuno priverà le future generazioni dei loro abbandoni.

 

Dove si trova: ad Alghero (SS), fra via Marconi, via Cravellet e via Guarnerio. Google Maps

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