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Immerso nella macchia mediterranea dell’imponente promontorio di Capo Figari, lo stazzo Case Rosse accoglie improvvisamente gli escursionisti che risalgono lungo le pendici del monte Ruju.

Una piccola casupola cadente, che porta il nome della sua caratteristica colorazione. In apparenza niente di più che un semplice stazzo senza più tetto, porte o finestre, senza più tracce umane che non siano le consuete e familiari firme, scritte o simboli di dubbio esoterismo.

Ma siamo sempre a Capo Figari e, a quanto pare, anche quest’angolo abbandonato è stato lambito dalla Storia.

A Golfo Aranci si narra infatti che Guglielmo Marconi in persona utilizzasse le Case Rosse come un’anomala residenza di caccia durante le sue scorribande alla ricerca di mufloni. Qualche anno dopo, nell’infernale 1943, lo svago lascia il posto alla tragedia, per cui lo stazzo avrebbe ospitato alcune famiglie locali sfollate dai bombardamenti aerei che devastarono il paese.

Da allora, niente più spari o bombe. Esaurite anche le estrazioni di calce, anche le mine hanno smesso di risuonare per il promontorio. Non gridiamo ancora vittoria, ma siamo ottimisti: le Case Rosse furono solo sfiorate dall’apocalittico incendio del 24 giugno 2013, le cui cicatrici si stanno lentamente riassorbendo.

Dove si trova: nel promontorio di Capo Figari, sul sentiero escursionistico che da Cala Moresca conduce alla sommità di Monte Ruju. Google Maps

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