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Oddorai: ai confini dell’abbandono

Siamo al confine fra Meilogu e Goceano, nell’ex-frazione più remota del Comune di Bonorva: le Case Oddorai. Ora un pugno di pietre, metallo, legni e tegole in una valle di ferule e asfodeli cantata dai poeti logudoresi, che unisce tutti i paesi della zona da Ittireddu fino a Illorai, sfiorando Nughedu San Nicolò, Bono, Bottidda e Burgos.

Poche case ben distanziate, con i loro cortili, stalle e abbeveratoi, una addirittura abbarbicata sotto al costone di roccia. Un villaggio dove fu sconfitta la malaria e arrivò la luce, ma che gli ultimi abitanti spensero per sempre sembra agli albori degli anni ‘70.

Da allora l’abbandono, se non altro umano: perché da un punto di vista strettamente antispecista, il villaggio è tutt’ora popolato da mandrie di bovini da carne, vacche e vitelli, come del resto l’intera valle. Poche foto e testimonianze raccontano, paradossalmente, come una solida realtà di famiglie e aziende possa svanire nella memoria in pochi decenni.

Scomparsa la comunità storica, anche i valori tramandati nel corso dei secoli sono venuti meno: e da allora le uniche notizie sono quelle di “abituali” liti per i pascoli contesi e molto meno abituali assalti armati a pulmini di disabili.

Dove si trova: fra la Strada Provinciale 45, più vicino alla Strada Provinciale 6 e più accessibile dalla Strada Provinciale 43. Google Maps.

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