Tra i boschi e i monti dell’Oridda, in un silenzio spettrale è quasi nascosto nel bosco il villaggio minerario abbandonato di Arenas.

Siamo in una delle zone più belle e meno conosciute della Sardegna, ovvero l’area del Monte Linas-Oridda-Marganai. Il villaggio abbandonato di Arenas si trova proprio tra i boschi dell’Oridda, “non lontano” da Malacalzetta, e usiamo le virgolette perché in realtà siamo abbastanza lontani da tutto, insomma “in mezzo al nulla c’è qualcosa”.

E questo qualcosa è il villaggio minerario della miniera di Arenas, un piccolo gruppo di case abbandonate ormai da diversi decenni, circondate da un bellissimo bosco di lecci. Qua abitavano gli operai con le loro famiglie, i tecnici della miniera di Arenas ed erano ospitati anche gli uffici amministrativi.

Metà degli edifici sono ormai al livello prossimo al nirvana dell’abbandono, gli altri sono stati misteriosamente ristrutturati qualche anno fa (nel 2010, ci dicono) con un investimento statale di diversi milioni di euro, per poi essere di nuovo abbandonati. Infatti, piccolo dettaglio, a quanto ci risulta nel villaggio non ci sono né energia elettrica né rete idrica – quindi, boh.

Detto ciò, il posto è interessante: nel silenzio assoluto grida “WTF?!” la curiosa chiesetta di Santa Barbara – patrona dei minatori – in stile alpino, forse trentino, insomma qualcosa di piuttosto bizzarro da trovarsi in mezzo a questi boschi. Ma dopotutto ci troviamo a quota 800 mt s.l.m, il paesaggio intorno è montano, quindi – dopo un’iniziale sbigottimento – la chiesetta a pensarci bene appare inserita in un contesto non così surreale quanto può sembrare a un primo sguardo.

Negli edifici più abbandonati troviamo invece le consuete scritte sui muri, alcune particolarmente interessanti: poesie d’amore, scontri politici, dichiarazioni surreali e le solite sublimi oscenità.

La vicina miniera è stata attiva per quasi un secolo, fino al 1982. Intorno, a parte i boschi meravigliosi già citati – frequentatissimi dai cinghiali e anche da qualche muflone – ci sono enormi voragini, un paesaggio totalmente inaspettato di monti imponenti e soprattutto la monumentale laveria Genn’e Carru, che trovate in un’altra scheda.

Dove si trova: sud Sardegna, tra Fluminimaggiore e Domusnovas, più o meno. Nei pressi della miniera abbandonata di Arenas. Di fronte c’è Punta Pilocca (701,50 m.s.l.m).  Noi ci siamo arrivati a piedi camminando un giorno intero, ma ci sono modi più semplici di raggiungerlo. Google Maps.

La classica foto dove mostriamo che “la vegetazione si sta riprendendo tutto”:

Tetto sfondato + camino + muffa = abbandonismo old scool:

Le case ristrutturate, o come si dice “recuperate”, e poi abbandonate di nuovo, nel Grande Ciclo dell’Abbandono:

Interno di uno degli edifici abbandonatissimi, là dove c’era un camino, foto bellina, peccato l’esposizione… ma cosa vuoi, con il cellulare è pretendere troppo:

A classic “edificio abbandonato” in a classic “paese fantasma”, ammettiamo di averla leggermente desaturata:

Io sto seduto e ti aspetto, per sempre (e ancora un’altra sovraesposizione, ma sarà il caso di ricominciare a usare la macchina fotografica?):

Altra casa abbandonata nel silenzio assoluto:

Un interno, con macchie varie, muffe, sedie messe in posa da qualche fotografo, un po’ di scritte, l’atmosfera giusta:

Ed ecco l’inaspettata chiesetta di Santa Barbara in stile alpino. Restaurata e inspiegabilmente recintata da una rete, è tanto carina quanto bizzarra:

La facciata della chiesa del villaggio di Arenas:

Qui di lato (sì, l’abbiamo fotografata in tutti i modi):

Qua vista dall’alto. Niente, c’è voluta almeno mezz’ora perché ci arrendessimo all’idea di una chiesa in stile trentino in questa zona dell’isola:

Dettaglio del campanile (quasi ultima foto della chiesa, giuriamo):

Qua la chiesetta vista dalla parte alta del villaggio (cioè circa cinquanta passi più in là, è un posto minuscolo):

E ora veniamo alle cose che ci piacciono. I muri che parlano. E ad Arenas hanno tante cose da dire. Iniziamo con un grande classico di biologia spicciola:

Ancora sesso e dichiarazioni alle quali crediamo sulla fiducia:

Non c’è solo il sesso, ma anche la politica: scontri tra comunisti e nazisti, nientemeno, tra le foreste di lecci dell’Oridda.

Ancora politica, svastiche disegnate male, minacce di morte, ratti, giuochi di parole simpatici (w il duce..sso) e via scribacchiando:

Ma anche dichiarazioni importanti per ricordare eventi significativi. Come sanno tutti, Brescia è bellissima in estate:

Questa non si capisce se è riferita a Brescia o al villaggio di Arenas, comunque:

Ancora ingegnosi giuochi di parole, tra il popolare personaggio di Lupin e… beh dai, si capisce. A noi ha fatto ridere:

Ma quando i muri parlano, parlano spesso anche d’amore, come in questo caso. Una bellissima e poetica dichiarazione d’amore, commovente nella sua autenticità, con conclusione degna del Dante giovanile:

E ora foto a caso, ad esempio in questa c’è venuta bene l’esposizione e l’abbiamo messa:

Idem, poi qua si vede come gli edifici siano davvero immersi nel bosco: 

Un caminetto:

E ora un’altra nostra grande passione: i pavimenti.

Qua tutte le mattonelle possibili. Per decenni gli operai e le loro famiglie hanno calpestato questi pavimenti:

Qua il classico modello super Tele, sempre bello, ormai quasi del tutto ricoperto da polvere e calcinacci:

Boh, un interno che ci piaceva, bella luce:

Il villaggio abbandonato di Arenas visto da lontano:

E poi tra le case c’era quest’albero molto bello:


 

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