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Come un fungo giallo dal tetto rosso, emerge dal bosco scuro delle prime ore del mattino l’Albergo Sartori. Ci troviamo a pochi minuti da Montevecchio, sul cantiere di ponente, e quel Sartori che gli dà il nome è un personaggio fondamentale per la storia mineraria della zona.

Come precisa l’insegna originale si tratta infatti dell'”Albergo Operai Francesco Sartori”, l’allora amministratore delegato delle miniere di Montevecchio che diede il nome anche all’omonimo Pozzo Sartori e alla colonia marina di Funtanazza e il cui ruolo nello sviluppo delle attività minerarie fu fondamentale.

L’albergo rimase in attività per oltre 30 anni, dal 1942 – quando venne inaugurato alla presenza di un tale Benito Amilcare Andrea Mussolini – fino agli anni ’70. Qui vediamo un confronto tra l’albergo proprio nei giorni dell’inaugurazione alla presenza del mascellone nazionale e l’albergo così come appare oggi.

Prima e dopo. Sì, i pini sono cresciuti.

Qui venivano ospitati gli operai che non alloggiavano nei vari nuclei abitativi della zona ma che arrivavano da fuori o dai paesi vicini e non avevano famiglia. Dunque dormivano tutti insieme in grosse camerate, con mense e bagni, per un totale di 250 posti letto. In pratica era un albergo per operai scapoli.

Oggi resta la struttura più alta della zona, con i suoi sei piani che emergono dal bellissimo bosco che circonda Montevecchio. Una recente scritta sul muro della terrazza dice “Make Montevecchio Great Again”. E un tale messaggio – assieme alla notevole scritta “CERVI LIBERI” – non poteva che essere inciso proprio sulle pareti di questo grande colosso, la cui cui inutile altezza rimanda alla grandezza passata.

Dove si trova: l’abergo Sartori, abbandonato, si trova subito fuori Montevecchio, sopra il cantiere di ponente della miniera, lungo la Strada Provinciale 66 che da Montevecchio porta a Ingurtosu, nel territorio comunale di Guspini (SU). Google Maps.


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