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L’ex villa di un importante medico in quella che un tempo era la spiaggia dei cagliaritani, ora è un inquietante edificio in uno scenario da catastrofe

Ci sono luoghi che emanano inquietudine senza una spiegazione. Anzi forse è proprio l’assenza di spiegazione a generare se non paura sicuramente angoscia, come sempre quando ci si trova di fronte all’indefinibile e all’oscuro. A Villa Aresu non ci sono i fantasmi, forse perché anche loro preferiscono frequentare edifici più accoglienti. O forse questo è solo un posto come un altro e noi stiamo decisamente esagerando. Ma a Giorgino, in quel braccio di terra tra il mare e la laguna di Santa Gilla, oltre il Porto Canale, in quella che un tempo era la spiaggia dei cagliaritani, ora sembra di stare nell’area di una misteriosa catastrofe. Guardandosi intorno il panorama è desolante e apocalittico: scenari periferici e post-industriali che ricordano i film di Ciprì e Maresco, o il primo grandissimo Pasolini.

Sulla strada si verificano eventi non facilmente classificabili: un uomo in piedi, apparentemente non occupato in alcuna azione, dà le spalle al mare, per motivi a noi ignoti, mentre un altro a poca distanza legge il giornale seduto dentro una vecchia Panda. Altre figure passano dirette da nessuna parte, o almeno così sembra. E al centro di queste non-azioni, rivolto verso il mare, poco prima del vecchio carcere minorile, si trova questo strano edificio che oggi chiamiamo Villa Aresu.

Vista dall'alto
Vista dall’alto

Del posto sappiamo poco. Si tratta – così crediamo – di un vecchio sanatorio privato costruito su iniziativa di un famoso medico cagliaritano, il dottor Mario Aresu, lo stesso che negli anni 30 ideò l’imponente omonima clinica – costruita poi negli anni 50 – oggi sede della Facoltà di Lingue dell’Università di Cagliari. Ma quella di Giorgino sembra essere precedente: forse dei primi del Novecento, anche se l’edificio potrebbe essere stato modificato più volte nel tempo. E’ in parte nascosto dalla vegetazione ed è più grande di quanto appaia dalla strada. Molte fonti la indicano come villa privata del dottor Aresu, che all’interno aveva fatto costruire un laboratorio medico dove lavorare. Non sappiamo se venissero ospitati anche i pazienti – come in un vero e proprio sanatorio – anche se le dimensioni e l’architettura dell’edificio ci porterebbero a pensarlo.

E’ circondato dalle palme, una pianta che a seconda della luce può ispirare gioia o decadenza. Avendo la maggior parte delle finestre murate il piano terra è molto buio, ma al suo interno si trovano pubblicazioni di un secolo fa – proprio a firma del dottor Aresu – atti di convegni medici, alcuni vecchi mobili ormai marci, vecchi flaconi di medicinali, qualche ombrello e molte scarpe da donna. Soprattutto quest’ultimo dettaglio non ci aiuta nella comprensione di questo luogo e anzi non fa che aggiungere mistero.

Ma se il passato di questa vecchia clinica è per noi oscuro, il presente lo è ancora di più. E’ evidente che il posto è solo apparentemente abbandonato: a Villa Aresu qualcosa succede, anche se non abbiamo capito cosa. Ma da subito abbiamo avuto l’impressione di non essere soli, una frase che di norma dovrebbe consolare, ma dipende dal contesto in cui ci si trova, e qui a Villa Aresu non essere soli potrebbe non essere una buona notizia. E allora anche un titolo come “Sui rapporti fra proteine e calcio nelle determinazioni col metodo di Kramer e Tisdall” sembra voler dire: lasciate perdere, andate via.

[foto rimosse su diffida dei proprietari – o gente che si è qualificata così]

DOVE SI TROVA: a Cagliari, in zona Giorgino. Si tratta di proprietà privata, per cui l’accesso è vietato e la visita è sconsigliata. Google Maps.

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