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Villa Ginestra, o Villa Idina: dove i signori Brassey prendevano il tè delle cinque.

La casa; anzi: la villa. L’obiettivo di ogni famiglia, il porto sicuro, l’assicurazione sull’avvenire dei propri figli e dei loro discendenti. Perché una volta che le mura sono state erette e le porte chiuse, niente e nessuno oserà profanare la proprietà privata; nessun erede potrà mai abbandonare il sacro focolare del fondatore della dinastia. Fatto questo, si sa come vanno la cose e quanto sia turbolento e crudele il mondo, e quindi meglio stipulare più assicurazioni sulla vita costruendo più case.

Infatti, qui nella Villa Idina o Villa Ginestra, le cose sono andate un po’ diversamente. A Pitzinurri, mezzo chilometro a sud-est da Ingurtosu, risiedeva durante le trasferte di lavoro della Pertusola Mining Limited Company il nobile britannico Thomas Alnutt, Conte di Brassey e Visconte di Hythe.

Questa splendida villa liberty di tre piani dedicata alla moglie Lady Idina Nevill Maria venne costruita all’inizio del Novecento e godeva di ogni comodità – esistente all’epoca- per la coppia, fra cui un tetto vetrato, ora ovviamente scheletrico.

Le cronache parlano del nobiluomo come un imprenditore benvoluto e innovatore, ma ciò non gli impedì di morire nel 1919 investito da un taxi a Westminster: senza eredi e discendenti, si estinse il casato e venne abbandonata anche questa nobile dimora.

Oggi, pur essendo ridotta quasi a uno scheletro, la villa appare ancora imponente; ma non è niente rispetto alla magnificenza del passato, osservabile nelle vecchie fotografie. Due terrazze, un grande giardino, le cantine, un garage e soprattutto un bel panorama sulle colline verdi fino alla costa di Piscinas.

Villa Ginestra (o Villa Idina) com’era in passato

Anche qua, come altrove (vedi Villaggio Righi a Montevecchio), sono evidenti le differenze nella scelta della posizione delle case dei minatori e quelle dei padroni. I primi in palazzi formati da piccoli appartamenti il più vicino possibile al posto di lavoro, i secondi non troppo lontano, ma in ville lussuose con una bella vista sul mare. Così è.

Dove si trova: oltre Ingurtosu, verso la zona del villaggio Pitzinurri (nei pressi c’è anche il villino Wright, casa del vicedirettore della miniera, oggi abitata), su una collina raggiungibile a piedi da un breve tratto di sterrato. Google Maps.


Villa Idina, 1914. Fotografia di gruppo dei soci dell’AMS nel 1914. Si riconoscono seduti da sinistra: A. Peloggio, T. H. Brassey, Giorgio Asproni, L. Henrotin. In piedi, seconda fila: C. E. Borghesan, A. Ferrari, L. Testa, G. Pavan, A. Racah. Terza fila: P. Stefani, A. Binetti (Associazione mineraria sarda)

 

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